venerdì 7 novembre 2008

Viaggiare nel Tempo - II

Saranno i troppi libri che sto leggendo sull'argomento? Può darsi.
Ricominciamo con i viaggi nel tempo. Stavolta però sono incontrollabili.
Che vuol dire? Be’, in un viaggio del tempo da manuale sei tu che decidi quando partire e quando arrivare.
Invece quel che mi capita ora sono salti improvvisi, di cui mi sento e sono oggetto. Avvengono senza ragione apparente, secondo insondabili moti interni.
Capita a tutti, in realtà.
La maggior parte della gente è convinta che siano “ricordi”. A volte sono semplicemente tali, è vero.
Altre volte invece sono piccoli salti spazio-temporali che al ritorno al presente ci ostiniamo a negare che siano avvenuti.
Avete presenti quelle memorie così vivide, così autentiche e intense, in cui sembra di riuscire a sentire il profumo di un luogo, il sapore di un cibo, o il tepore di un sole rosso che bacia la pelle al tramonto?
Ecco, il punto è che non sono affatto memorie, ma realtà rivissute.
Uno non ci pensa, sta seduto sul divano, vede un quadro, una foto e inizia a ricordare, e spataplà. Sei lì che respiri, parli, annusi, tocchi. Senti tutto. Poi torni e… pensi che sia stato solo un ricordo.
Adesso però, sono impegnato a seguire il consiglio di un’amica.
Devo fare un salto nel futuro. Appena fatto, vi dirò com’è.
Ah, dimenticavo. Vi chiederete cosa rimane di un viaggio nel futuro nella nostra mente, perché certo non possiamo scambiarlo per “ricordo”.
Be’, in genere fino ad oggi è stato chiamato… “sogno”.
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